Global Running Day
Andrea Toso Andrea Toso

Global Running Day

Global Running Day, che novità ci sono?

Il 3 giugno si celebra il Global Running Day, e per la prima volta dacché ne ho memoria potrebbe essere il primo anno in cui vale la pena festeggiare.

Sì festeggiare, perché in uno sport in cui il mondo si splittava radicalmente in due blocchi, i praticanti dell’atletica leggera, ed i “tapascioni” o amatori che dir si voglia, è nato un terzo nuovo blocco.

Il nuovo blocco è ampio, è vivo, e si barcamena tra triathlon, Hyrox e social run, ma il mondo del running si è aperto una strada tra i Millenial e Gen Z, ossia i nati tra 81 e 96 i primi e i rimanenti i secondi, arrivando al 2012.  Insomma le generazioni di pigri che noi genitori abbiamo sempre dovuto spingere a scollarsi dal divano, hanno scoperto il piacere del movimento, e correre forte è addirittura diventato un elemento da curriculum vitae per le grandi aziende.

E leggendo un report di Garmin, il più famoso, ma non l’unico device per registrare i dati di allenamento, cui andrebbero aggiunti sicuramente quelli degli Apple Watch, i loro utenti hanno trascorso di media nel mondo 46,3 minuti a correre, per ogni singolo allenamento: la fascia d'età 30-39 anni ha registrato il maggiore aumento annuo di attività medie per utente, seguita dalle fasce d'età 20-29, per poi proseguire con i 60-69, gli over 70 e un minimo aumento per i 40-49, la solida roccaforte degli amatori del running. 

Analizzando per fasce d'età, si nota che la fascia 60-69 anni corre in media per 50,8 minuti, la 50-59 anni per 50,7 minuti, gli over 70 per 49,9 minuti, la 40-49 anni per 48,5 minuti, ma la grande impennata arriva dalla fascia 30-39 anni per 45,9 minuti e la 20-29 anni per 42,6 minuti.

C’è speranza? 

Direi di sì. Non sono un amante della corsa in grandi gruppi, specialmente perché i ritmi che si tengono possono essere totalmente inadatti per chi va forte o chi va piano e/o inizia, ma uscire dalla propria zona di comfort e mettersi alla prova è il primo passo per decidere mi migliorare la propria condizione fisica, ed abbracciare una migliore qualità di vita, quella sportiva.

Poi arriveranno le prime volte: la prima 10k, la prima mezza, la prima maratona per chi corre, per chi fa triathlon io spero sempre si parta progressivamente da uno sprint per poi crescere ad olimpico e poi un medio etc etc, ma troppo spesso ci si affanna verso la distanza massima.
Per adesso accontentiamoci anche di una “social run”, con un po’ di “clubbing” a seguire. 
Se è vero che per instillare una buona abitudine nell’uomo servano 21 giorni consecutivi, forse non sarà la giusta via, ma da fruitore continuativo e legale da sempre, le endorfine post allenamento funzionano molto meglio di un aperitivo…

Buon Global Running Day!

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